La Bora attraverso la Črna Griža 20 - 2 - 2009
Autore: Franc Malečkar
News sulla nostra home page
Sotto trovate un elenco di collegamenti alle ultime novità che sono state pubblicate sul nostro sito internet. Cliccate sul titolo per visualizzare l'intera notizia...
La Bora attraverso la Črna Griža
Nel 2002 è stato pubblicato nel settimanale Sobota il mio reportage sui Cristoforo Colombo del sottosuolo carsico, Claudio e Stojan del JOSPDT...il loro continuo girovagare per il mondo tridimensionale delle tubazioni, che l'acqua ha scolpito attraverso la roccia carsica e la loro ferma convinzione, che la grande scoperta deve ancora venire, li spinge a continuare, di giorno in giorno, d'altronde ogni grotta, anche quella lunga più di 570 chilometri, ha i suoi primi 5 metri ed una curva, oltre la quale non sai cosa c'è...ma non che non abbiano ottenuto risultati, dalle soddisfazioni personali.. dalle scoperte archeologiche nei pressi di Brežec, la Ciganska jama con le uniche, stalattiti ubriache al mondo, la Grotta del Centenario del SPDT, con una foresta di formazioni coralline…ma comunque, quando seguivo dal letto, con un nervo della schiena compresso, per merito di Dean quasi »on line«, la scoperta della grotta Burja ed ho visto il filmino con i nastri che sventolavano a causa del flusso d'aria che usciva dalla fessura, mi son detto...vi è riuscito il colpo grosso, bravi! Per sè l'ho catalogata tra quelle grotte che nella vita non mi sarà dato di visitare…
… giovedì apro l'e-mail e Claudio mi scrive: ..vieni domani nella Bora, darai una mano per le misurazioni, andiamo a scalare i camini...sì, era improponibile, due giorni prima ancora dolorante con le pastiglie di antidolorifici...ho risposto: vengo...
…da Nane a Kozina il venerdì pomeriggio beviamo un caffè, aspettando Robert che veniva da Ajdovščina..ci cambiamo vicino alle automobili, saliamo in cima alla collina della Črna griža e Claudio è già sparito nella fessura inclinata, deve aprire la porticina all'ingresso. L'ha montata per prevenire le piraterie dei »colleghi«. Guardo perplesso Robert, mentre si sta spingendo nella fessura e già inserisco il discensore »a 9« sulla corda, in modo che la forza di gravità possa risucchiarmi più facilmente verso il centro della Terra..Stojan, dietro di me, mi da indicazioni e mi racconta come hanno martellato per ben dieci giorni questa roccia friabile, Claudio perfino con la testa all'ingiù, ed hanno costruito una piccolo muretto con il materiale di scavo. Dopo 10 metri le pareti si allargano e mi ritrovo in un piccolo spazio caldo, con le pareti coperte di fragili formazioni coralline…faccio un respiro di sollievo, mi aggancio alla corda stando attento di non scaricare nel pozzo le pietre dal ghiaione sul quale mi trovo, è già comincio a dondolarmi in un pozzo obliquo dalle pareti concrezionate, che, metro dopo metro si allarga.. 20m più in basso una cengia obliqua, dove è difficile appoggiare il piede senza sentire scricchiolare le piccole concrezioni a cavolfiore..non posso far altro, finchè sono ancora così, che rimangano almeno in foto…Stojan mi sorpassa e sparisce nel buio sottostante,... lo seguo, frazionamento dopo frazionamento, abilmente disposti, per evitare ogni possibile pioggia di sassi, la mia perplessità aumenta... e indietro come ci torno? Circa 30 m più in basso una nuova cengia obliqua con stalagmiti a forma di cipresso rovesciate, coperte da concrezioni a cavolfiore…cosa, chi, e quando le ha spezzate ed ha fatto tutto questo disordine? ..in mezzo una stalagmite tagliata, vicino alla parete uno spaghetto, che si è "appena" attaccato con una stalagmite a forma di carota in una colonnina e, non lontano, stalattiti dai quali crescono cristalli di calcite, mio figlio Andrej li ha denominati pannocchie di mais.
…da qualche parte, lontano là sotto, sento delle voci nel buio, non vedo, non riesco a capire di cosa stanno parlando..sicuramente stanno già arrampicando, ...seguo la corda sulla parete obliqua e concrezionata, dove la corrosione ha localmente rimosso il coperchio fino ai canali di calcare, con la luce non riesco ad illuminare l'altra sponda del pozzo, e mi avvicino a loro,... dopo 170 metri di discesa atterro in una grande galleria discendente.
Scendo per il pendio in direzione delle voci dei colleghi..sul fondo una grande colonna .. le scatterò qualche foto in seguito.. e mi arrampico sulla collinetta di calcite che ostruisce quasi la galleria. Al di là di questa trovo Claudio, che sta facendo la sicura a Robert mentre sta scalando il camino. Dice che è già salito per 40 metri, dove c'è un'ampia cengia con concrezioni bianche. Segue una galleria obliqua che si inerpica nel buio. Da qualche parte dal basso mi chiama Stojan, mi dice di stare fermo, sono un "punto di riferimento vivente" per le sue misurazioni. Quando »ha finito con me« scendo verso di lui e osservo che Claudio sta seduto su un coperchio di conglomerato. Vicino alla parete ci sono ancora i rimasugli di questo riempimento della galleria dall'era glaciale, che è stato successivamente spazzato via dall'acqua. Scendo in un imbuto lungo circa 30 m e profondo 10..dove sono spariti circa 1000 m3 di pietrisco?..ma soprattutto, da dove è caduto? Dall'altra parte dell'imbuto mi abbandono a fotografare una galleria con concrezioni bellissime…quì gli elittiti, lì gli orli cristallini delle vaschette di calcite, e poi la scoria di calcite che copre l'argilla, vele calcitiche trasparenti...come aveva ragione Claudio ad approntare il cancello all'ingresso, che forse preserverà questo capolavoro millenario della natura al buio eterno…
..Non riesco a strapparmi via dai miei soggetti fotografici, ma la voce di Claudio è sempre più insistente..Andiamo!! Stojan ha degli impegni a casa… ancora un'ultima foto alla grande colonna e già sono agganciato alla corda... vorrei tanto essere l'ultimo a salire e mantenere il mio ritmo di risalita...no, Robert e Claudio staranno dietro di me…e sento in continuazione il loro fiato sul collo..primo frazionamento libero, secondo libero…Robert mi aspetta agganciato al fix..è libero? domanda..ancora un po', rispondo,..prossimo frazionamento libero, vai!..e così, con inaspettata facilità, guadagno metri, le cavallette di grotta muovono le loro lunghe antenne nelle nicchie delle colate calcitiche.. mi demoralizza, quando sento Claudio dal basso..siamo a metà..non dico nulla..per riposare mi rifugio nella fotografia..ma Claudio mi riprende subito e mi sorpassa…devo sistemare un po' il frazionamento mi racconta, per non umiliarmi. Ci incontriamo di nuovo sulla cengia sotto la strettoia di ingresso…mi libero di tutta l'attrezzatura possibile, per rendermi più agile e incomincio l'ascesa nel pozzo stretto..No, girati sull'altro fianco, tirati su con il pedale..mi accompagna Stojan dall'alto..e già riesco a scorgere Venere nel cielo sopra di me, ad ovest le luci di Trieste illuminano il cielo, da est si sente il fragore dell'autostrada...sono fuori!
Grazie "ragazzi", grazie per la scoperta, grazie per avermi/ci consentito di conoscere una parte del mondo che è quì da sempre, ma non siamo stati in grado di vederla, grazie per il tassello del mosaico del Carso ipogeo che state componendo assiduamente, ..che l'energia vitale non vi manchi …auguri, Franci
Potete vedere le slides anche in formato Html su questa pagina internet.